sabato 30 ottobre 2021

Prince and Power of the Air

 Alec Baldwin accidentally kills someone on the set of the film “Rust,” which is about a boy who accidentally kills someone.
It came 201 days after his April 3 birthday.
"The Jesuit Order" = 201
“Order of Illuminati” = 201
Think of Bruce Lee’s last film, Game of Death, where he is shot and killed as part of the plot, similar to what happened to his son on the set of The Crowe. Of course, Bruce Lee also died while filming Game of Death, passing on July 20, 1973, the 201st day of the year.
Alec Baldwin’s “accident” comes on the day leaving 71 days in the year.
Bruce Lee = 71
Catholic = 71
The woman who died, Halyna Hutchins = 71
Alec Baldwin plays the main character, Harland Rust = 71
On September 22, 2017, Baldwin tweeted:
"I wonder how it must feel to wrongfully kill someone..."
4 years 1 month later, the accident occurred.
“Alec Baldwin” = 41
“Skull and Bones” = 41
The accident came on 21/10 (211 in numerology).
"Alec Baldwin" = 211
So the Alec Baldwin prop gun shooting was all Staged and just a huge Masonic psychological operation on the masses to test the frequencies of the collective consciousness!!
201 days after Alec’s birthday!
Event 201 and The Jesuits 201
The filming was all about the film called Rust and it was about the aftermath of an Accidental Killing!!!!!

You seriously could not make this shit up!!!!
Alec Baldwin, 63
So with the 63 you’ve got the 3,6,9 mockery in plain sight!
Caliber 44 = Saturn’s black cube worshipping
Notice it was on a full moon aswell and if you look at Snochia Moseley you will see that was another False Flag Masonic Staged Shooting!!!
This will be a great excuse to use the Hegelian Dialectic System!!!
Problem - Staged a terrible gun shooting accident psychologically portraying its real out into the collective consciousness.
Reaction - Outrage of how an innocent life has been lost from the use of Guns
Solution - Get the masses on board to completely ban Guns and get rid of the 2nd Amendment so It will be easier for the New World Order Police to completely takeover and force there tyranny and dictatorship policies on the masses!
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163 is the 319 number they're using in every event
Lucifer = 319 in satanic Gematria and the 2024 eclipse is Saros 139.
Sun and moon worshippers, they work between eclipse dates.. 2024 is the one where Satan falls from heaven that Lil Nas X was showing with the Nike Air max and luke 10:18 on the side. Eclipse is at 18:18pm, this is why the Lebanon bomb went of at 18.08.18pm last year on 4/8 (4th August) its a mirror image of April 8th 4/8 - 8/4
X marks the spot. Lil Nas X is born April 9th, the day after the 2024 Great American Eclipse, the same date DMX died.. Dark man X
Air Max - we just had a House explosion in Ayr, and Christopher Ayres died the same day.

mercoledì 27 ottobre 2021

H*E*N*A*

 LA TERRA PRIMA DELLA LUNA.
Il teologo e scrittore romano Ippolito (170 - 230 d.C.) nella sua opera Philosophumena dal titolo originale Refutatio Omnium Haeresium, scriveva: “Arcadia produsse Pelasgo, di maggiore antichità della Luna”. Dove per Pelasgo venivano intesi i Popoli del Mare o Pelasgi, che si stanziarono nell'Arcadia, regione greca del Peloponneso, quando dovettero fuggire dal disastro del Mar Nero avvenuto attorno al 5600 a.C.
Il poeta greco Pindaro (518 – 438 a.C.) in una delle sue opere dal titolo Arcadia, in particolare nel libro VIII, scriveva: “Portando un bel dono, la Terra fece nascere per primo l'essere umano nell'Arcadia, il Divino Pelasgo, molto prima della Luna”.
Ovidio, poeta romano vissuto dal 43 a.C. al 18 d.C., nella sua opera Dei Fasti, scritta per far conoscere i riti, le festività, le consuetudini e i costumi dei romani, annotava: “la Terra, che fu prima della Luna ebbe il nome dal grande Arcade.”
Il filosofo, fisico e naturalista della Grecia antica Anassagora (496 - 428 a.C.), anche il filosofo e fisico dell'antica Grecia Democrito (460 - 370 a.C.) asserivano che un tempo la Terra era senza la Luna.
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Pure Aristotele (384 - 322 a.C.) filosofo e scienziato greco, svelava che l'Arcadia prima di essere abitata dai greci era popolata dai Pelasgi, e che questi aborigeni si stanziarono nel territorio prima che nel cielo terrestre arrivasse la Luna.
Plutarco (46 – 125 d.C.) scrittore e filosofo greco, nel suo le Questioni Romane parlava degli Arcadi come di un popolo pre-lunare.
La memoria di un mondo pre-lunare è presente anche nella tradizione orale tra gli indiani degli altipiani della cordigliera orientale della Colombia. Secondo la tribù dei Chibchas: “all'inizio dei tempi, la Luna non era nei cieli”.
Hans Schindler Bellamy (1901 – 1982) ricercatore e scrittore viennese, nella sua opera Lune, miti e uomini scriveva di una tribù di nativi colombiani di nome Mozces che parlavano di un tempo prima che la Luna divenisse la compagna della Terra.
Il naturalista Alexander von Humboldt (1769 – 1859) botanico tedesco diceva: “... i pre-ellenici abitanti Pelasgi d'Arcadia si definivano Preseleni, perché si vantavano di essere venuti al mondo prima che la Luna accompagnasse la Terra. Pre-ellenica e pre-lunare erano sinonimi”. E ancora: “Nei tempi più remoti, prima che la Luna accompagnasse la Terra, secondo la mitologia degli indiani Muysca o Mozca, gli abitanti della piana di Bogotà vivevano come barbari, nudi, senza alcuna forma di leggi o di culto religioso”.
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Sui testi tibetani è trascritto che sul continente perduto di Gondwana visse un popolo che fu civilizzato prima che la Luna iniziasse a splendere nel cielo notturno
L'astrofisica romana Giuliana Conforto nel suo articolo “I misteri della Luna” pubblicato nel luglio del 2009 scriveva: “Un tempo la Terra era senza Luna. Lo affermano Aristotele e Plutarco in Grecia, Apollonio e Ovidio a Roma antica e le loro tesi coincidono con il ritrovamento di simboli nel cortile di una casa a Kalasasaya, vicino Tiahuanaco, in Bolivia. La Luna sarebbe apparsa sul cielo terrestre tra 11.000 e 13.000 anni fa.”

CHI ERANO I PRELUNARI E DOVE VIVEVANO.
Il nome dei Pelasgi appare per la prima volta nei poemi di Omero, dove, nell'Illiade, sono indicati tra gli alleati di Troia; Omero chiama la loro città, o distretto, Larissa, e la dice fertile ed i suoi abitanti famosi per la perizia nel combattimento sulle navi. Omero riporta anche i nomi dei loro capi: Ippotoo e Pileo, figli di Leto Teutamide.
Due altri passaggi dell'Iliade attribuiscono l'epiteto di pelasgo ad un distretto chiamato Argo nei pressi del Monte Otri, nella parte meridionale della Tessagliaa ed al tempio di Zeus a Dodona. Pelasgo viene usato sia nel significato di "abitato precedentemente dai Pelasgi", sia in quello di "epoca dimenticata".
L'Odissea posiziona i Pelasgi a Creta, insieme a due popoli indigeni ed a due popoli immigrati (Achei e Dori), ma non dice a quale di queste due categorie appartengano i Pelasgi.
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Stabone cita Eforo, chiamando Dodona "sede dei Pelasgi". Ricorda che "quasi tutti" sono d'accordo nell'ammettere che fossero un'antica tribù, diffusasi in tutta la Grecia. Riferisce che Eforo dice fossero Arcadi in origine, scegliendo di darsi alla vita militare. Divennero coloni di Creta, come racconta Omero. Egli cita anche un eponimo Pelasgo, il padre dell'eroe dell'Arcadia, Licaone. Pausania cita "Asio" per definire Pelasgo come il primo uomo, generato dalla terra allo scopo di creare la razza umana.
Lo storico Eforo di Cuma riferisce di un brano di Esiodo che attesta la tradizione di un popolo dei Pelasgi in Arcadia e sviluppa la teoria che fosse un popolo di guerrieri diffusosi da una "patria" che aveva annesso e colonizzato tutte le regioni della Grecia in cui gli autori antichi fanno cenno a loro, da Dodona a Creta alla Troade fino in Italia, dove i loro insediamenti sono ben riconoscibili ancora nel tempo degli Elleni e sono in stretta relazione con i "Tirreni".
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Erodoto, descrive i Pelasgi a lui contemporanei, che parlano una lingua comprensibile come stanziati a Placie e Scylace, sulla costa asiatica dell'Ellesponto, e vicino a Creston sullo Strymon; in questa area avrebbero avuto come vicini i Tirreni. Allude anche ad altre zone dove i Pelasgi vivevano sotto altri nomi. Descrive una popolazione pelasgica che gli ateniesi avevano soggiogato (intorno al 500 a.C.), ed in connessione con ciò narra la storia di antiche incursioni di questi Pelasgi in Attica e del loro temporaneo stanziamento nell'Ellesponto pelasgico. Tutti questi fatti sarebbero avvenuti nel tempo in cui "gli ateniesi incominciarono, per primi, a definirsi greci". I più chiari esempi di testimonianze dei Pelasgi in riti, usi e strutture antiche si trovano in Arcadia, la regione "ionica" nel nord-est del Peloponneso, ed in Attica, che è stata toccata per ultima dalla ellenizzazione.

ARCADIA LA TERRA DEI PELASGI, DOVE NACQUE IL LUPO MANNARO.
Il lupo mannaro, detto anche uomo lupo o licantropo è una delle creature mostruose della mitologia e del folclore poi divenute tipiche della letteratura dell’orrore e successivamente del cinema Horror.
Secondo la leggenda, il lupo mannaro sarebbe un essere umano condannato da una maledizione (o secondo alcuni lo sono già dalla nascita) a trasformarsi in una bestia feroce ad ogni PLENILUNIO: la forma di cui si racconta più spesso è quella del lupo, ma in determinate culture prevalgono l'orso, il bue o il gatto selvatico. Alcuni credevano che uccidendo il lupo prima della prima trasformazione la maledizione venisse infranta.
Nella letteratura medica con licantropia è stata descritta una sindrome isterica che avrebbe colpito le persone, facendo sì che assumessero atteggiamenti da lupo durante appunto i PLENILUNI. In modo analogo un licantropo era semplicemente una persona affetta da questo disturbo ed è con questo significato che la voce è riportata su alcuni importanti dizionari della lingua italiana.
L’origine di queso sintomo, di questa trasformazione dell’uomo in animale durante i PLENILUNI ha avuto origine proprio ad Arcadia la regione dei Pelasgi.
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Il mito documenta, nelle sue varie versioni, il passaggio del lupo da creatura degna di venerazione a essere da temere. Nella versione originaria, Licaone, re dei Pelasgi, fonda sul monte Liceo la città di Licosura, la prima città di questo popolo. Un giorno questo re, dette ospitalità a un mendicante ma, per burlarsi di lui, lo sfamò con le carni d'uno schiavo ucciso (secondo altre versioni, la portata principale era uno dei suoi stessi figli). Il mendicante, che era in realtà Zeus travestito, si indignò per il gesto sacrilego, e dopo aver fulminato i suoi numerosi figli lo trasformò in lupo, costringendolo ogni PLENILUNIO a vagare per i boschi in forma di bestia. Si riflette quindi, in questa visione del predatore, l'atteggiamento di diffidenza che poteva assumere una società pastorale; il lupo viene visto, qui, come negativo, essere trasformati in esso è una punizione, non una qualità divina.
Sopratutto la correlazione tra la luna piena e la trasformazione in bestia di un essere umano; come se la luna fosse l’artefice della sottomissione dell’uomo all’animale.
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CAPITOLO 4: UN SATELLITE ARTIFICIALE.
La funzione della Luna è legata alla cultura umana. Sui suoi movimenti sono stati basati i primi calendari. Basti pensare che il più antico calendario lunare è stato concepito circa 10 mila anni fa.
Lo stesso raggruppamento dei giorni in settimane e mesi rispettivamente sulla durata di una singola fase lunare tra le quattro principali e sulla durata di un ciclo completo di fasi, cioè a quattro settimane.
La settimana ha una valenza sacra in tutta l’area mesopotamica, culla anche della cultura ebraica e del suo calendario in cui la settimana risulta una delle istituzioni più antiche. L’osservanza del sabato (il settimo giorno) e la cadenza settimanale sono accertate solo dopo l’esilio da Gerusalemme cui gli ebrei furono costretti dalla conquista babilonese del 586 a.C., ma probabilmente l’uso preesisteva da molto.
Tutti questi fattori non sarebbero semplicemente delle coincidenze naturali, ma condizioni determinate da un intelligenza per fare in modo che la Luna rendesse più stabile il pianeta Terra, o come già detto in precedenza, rendesse l’uomo piu’ legato alla materia, al corpo. In questa visione, non solo Luna non avrebbe origini naturali, ma sarebbe addirittura una sorta di astronave. o studio di regia.
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La teoria della Luna, come uno studio di regia ed un satellite artificiale e’ conosciuta anche come la Teoria di Vasin-Shcherbakov. Fu’ proposta nel 1970 da Michael Vasin e Alexander Shcherbakov, due membri dell’Accademia Sovietica delle Scienze, in un articolo intitolato “La luna e’ la creazione di un’intelligenza aliena?”.
Nell’articolo i due scienziati sostengono che il nostro satellite sarebbe un planetoide cavo realizzato da esseri sconosciuti (perlomeno alla massa) in possesso di una tecnologia di gran lunga superiore a qualsiasi altra disponibile sulla Terra.
Enormi macchinari sarebbero stati utilizzati per fondere le rocce e creare grandi cavità all’interno della Luna, con il risultato di abbondanti fuoriuscite di lava sulla superficie lunare. La Luna sarebbe quindi costituita da uno guscio esterno, realizzato con le scorie metalliche della lavorazione delle rocce, e da uno scafo interno, una sorta di guscio più profondo.
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Come affermano Vasin-Shcherbakov nel loro articolo, molti aspetti considerati finora enigmi lunari sarebbero spiegabili alla luce della loro ipotesi. L’origine della Luna è uno dei problemi più complessi della SCIENZA MODERNA. Finora, le ipotesi in discussione sono state tre:
1) La Luna era una volta parte della Terra e un qualche tipo di forza la espulsa in orbita. Questa teoria, secondo i due ricercatori, è stata smentita dalle ricerche più recenti.
2) La Luna si è formata in maniera indipendente dalla stessa nube di polveri e gas della Terra, diventandone un satellite naturale. Ma allora perché c’è una grande differenza tra il peso CHE LA LUNA secondo scienza ha (3,33g per centimetro cubo) e quello della Terra (5,5g)?
3) Sempre secondo dottrina scientifica (inauguarata da Galileo, leggete il documento “IL SISTEMA GEOCENTRICO nei file del gruppo Terra Magick!) La Luna si è formata separatamente e lontano dalla Terra. Ciò significa che il nostro satellite avrebbe navigato nel cosmo per lungo tempo e una volta giunta in prossimità della Terra, grazie ad una complessa interazione tra le forze gravitazionali (fantascienza pura!), sarebbe stata catturata in un orbita geocentrica perfettamente circolare. Si tratterebbe di un complesso di fattori davvero eccezionale!
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Di fatto, secondo Vasin e Shcherbakov, gli scienziati che studiano l’origine dell’Universo ad oggi non hanno alcuna teoria accettabile per spiegare come sia nato il sistema Terra-Luna. La loro ipotesi è semplice:la Luna è un satellite artificiale messo in orbita attorno alla Terra da parte di intelligenze non terrestri a noi sconosciute.
L’ipotesi dei due scienziati russi implica che la Luna deve essere vuota al suo interno, con un guscio sottile di metallo che spiegherebbe come mai i grandi crateri lunari, generalmente formati da impatti meteoritici, sono così poco profondi, presentando il fondo piatto o addirittura convesso, a differenza dei crateri più piccoli che hanno una profondità proporzionale al loro diametro.
Gli autori sottolineano che il materiale di superficie della Luna è composto prevalentemente da cromo, titanio e zirconio, tutti metalli refrattari, meccanicamente resistenti e con proprietà anti-corrosivo.
Se qualcuno avesse dovuto mettere a punto un materiale per proteggere un gigantesco satellite artificiale dagli effetti sfavorevoli degli sbalzi di temperatura, dalle radiazioni cosmiche e dal bombardamento meteoritico, probabilmente avrebbero scelto proprio questa miscela di elementi.
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Così scrivono i due ricercatori russi nell’articolo:
“Dal punto di vista ingegneristico, l’astronave che noi chiamiamo Luna è superbamente costruita. E questo spiega molto bene la sua longevità. È possibile che sia anche più antica del nostro stesso pianeta: alcune rocce lunari se sono vere si sono dimostrate essere più antiche della Terra. ”.
Secondo i due ricercatori, è difficile stabilire il tempo quando la Luna ha cominciato a brillare nel cielo. Come dimostrato all’inizio di questo lavoro, alcuni studiosi di storia e di miti antichi hanno trovato nella letteratura antica brani tratti da autori importanti del passato nei quali si legge chiaramente che un tempo il cielo terrestre era senza la Luna, forse il ricordo più remoto dell’umanità.
Per non parlare delle prove che si sono lasciati dietro i leggendari Pelasgi. Che fossero forse i mitici “Giganti” degli albori?
I famosi Filistei molti sostengono fossero i Nephilim bibblici, I Giganti che abitavano la terra prima dell’uomo e tutti sono concordi nel reputare i Filistei discendenti dei Pelasgi, ma di questo parleremo in un altro lavoro.
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Se, dunque, un tempo non c’era la Luna, chi l’ha messa lì e perchè? I due ricercatori russi ipotizzato che la Luna possa essere una nave spaziale molti antica, una sorta di antica arca di Noè utilizzata da un’antica civiltà per per colonizzarare il nostro pianeta: noi saremmo i loro discendenti.
Gli autori immaginano l’interno della Luna sia pieno di carburante per i motori, materiali e apparecchi per lavori di riparazione, strumenti per il sostentamento vitale e apparecchiature di osservazione. Vasin e Shcherbakov, non credono che la Luna sia ancora abitata, e probabilmente molti dei suoi dispositivi automatici hanno smesso di funzionare.
Ma in alcune ipotesi alcuni teorici credono che non solo la Luna sia ancora abitata, ma che svolga ancora un ruolo importantissimo. Un po’ come descritto nel film “The Truman Show”, nel quale il regista del programma può osservare tutto ciò che accade dal suo ufficio posizionato nella finta luna, così i nostri ‘invasori’ utilizzano il nostro satellite come avamposto di osservazione per “l’esperimento uomo”.
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D’altra parte, il fatto che la Luna mostra sempre lo stesso lato alla Terra (caratteristica molto rara in tutto l’Universo conosciuto) faciliterebbe il compito degli osservatori, che avrebbero la possibilità di osservare costantemente la Terra, senza dover aspettare ogni volta il completamento della rotazione della Luna sul proprio asse.
Un’idea simile fu avanzata già nel 1959 dal professor Iosif Sklovskij, un eminente scienziato, in relazione ai satelliti di Fobos e Deimos. Dopo aver attentamente analizzato i dati, il ricercatore concluse che entrambi devono essere vuoti e perciò satelliti artificiali.
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CAPITOLO 5: LA LUNA E LA CIVILTA’ (tratto da “atlantide e il regno dei giganti”)
Circa trentamila anni or sono, una civiltà molto sviluppata e diversa dalla nostra era stabilita nelle Ande, a una altezza di 3.000 o 4.000 metri al di sopra dell’attuale Oceano Pacifico. L’oceano di allora raggiungeva questa altitudine sulle montagne, e la civiltà di Tiahuanaco viveva in riva al mare. Ciò vuol dire che in quelle regioni l’aria, allora, era respirabile senza difficoltà. Per quali ragioni l’acqua e l’aria si trovavano accumulate a simile altezza? Perché il satellite della Terra di allora, simile alla nostra Luna attuale, distava solo da 5 a 6 raggi terrestri da noi. Invece di una marea simile a quella di oggi, che sale e scende con la Luna a 60 raggi terrestri da noi, la marea di allora, non aveva il tempo di ridiscendere: quella Luna, d’azione potente, girava troppo veloce attorno alla Terra. Così, tutte le acque del globo erano ammassate in una marea permanente che formava una fascia intorno al nostro pianeta. Questa fascia raggiungeva nelle Ande più di 3.000 metri di altezza. Fatto, questo, confermato da uno strato continuo di depositi marini che si può seguire, a quella altitudine, per 800 chilometri.
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Esisteva, allora, una civiltà i cui principi erano diversi dai nostri. Di questa civiltà, anche dal punto di vista intellettuale, noi possediamo oggi elementi che ci illuminano. Le sculture di uno di questi portici monolitici sono state decifrate nel 1937. Cosa rappresentano? Un calendario concepito molto meglio del nostro: quel calendario comincia da un solstizio ed è diviso in solstizi ed equinozi. I suoi dodici mesi e le sue settimane corrispondono alle fasi cicliche del satellite Luna. Le figurazioni rappresentano non solo il movimento apparente, ma anche il movimento reale del satellite. Mentre il nostro calendario non ha, astronomicamente parlando, un preciso inizio; i nostri mesi e le nostre settimane non corrispondono alle fasi della Luna e, generalmente, non sappiamo che la Luna ha un movimento reale diverso dal suo movimento apparente. Dobbiamo pensare che gli uomini di Tiahuanaco fossero intellettualmente più sviluppati di noi.
Tiahuanaco. Sopra: particolare del calendario. Sotto: veduta anteriore de „La puerta del Sol“ con il calendario.
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La cosmografia dell’austriaco Hoerbiger, il creatore di queste nuove concezioni sul sistema solare, ci prospetta un’idea ancora più sbalorditiva. La Luna non è il primo satellite della Terra. Vi sono state molte lune: ad ogni periodo geologico un satellite ha girato intorno alla Terra. Perché, infatti, vi sono periodi geologici così bruscamente distinti gli uni dagli altri? Ciò è dovuto al fatto che alla fine di ognuno dei periodi — ed è questo che ne determinava la fine — un satellite è venuto a cadere sulla Terra. La Luna non descrive intorno alla Terra una ellisse chiusa, ma una spirale che va via via restringendosi e finirà per cadere sulla Terra. Vi è stata una Luna dell'era Primaria che è caduta sulla Terra, poi una dell'era Secondaria e una di quella Terziaria. Prima di cadere, quando la sua spirale era troppo vicina alla Terra, ciascuna di queste lune si dissolveva, i solidi, i liquidi, i gas si separavano; così il satellite, girando troppo velocemente, „acchiappava quelle parti che si erano staccate e si muovevano più lentamente, il tutto si trasformava in un anello, simile a quelli che vediamo intorno a Saturno, i quali sono in questo stato attualmente. Infine, restringendosi la spirale, l’anello toccava la Terra e il satellite si schiacciava, più o meno attorno al nostro pianeta. Tutto ciò che rimaneva preso sotto, piante o animali, era sotterrato e si fossilizzava, per la mancanza d’aria e per la pressione. Infatti si trovano fossili solo in questi periodi. L’organismo sotterrato nei nostri tempi non si fossilizza, imputridisce. Così abbiamo per mezzo dei fossili testimonianze frammentarie sulla storia della vita. Molto prima di questo urto, durante periodi di centinaia di migliaia di anni, la Luna girava intorno alla Terra a una distanza da 4 a 6 raggi terrestri abbastanza regolarmente, perché il mese lunare era allora uguale al giorno terrestre, fin quando la caduta della Luna si accelerava.
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Durante questo periodo fisso in cui il satellite era ravvicinato, il peso di tutti gli oggetti e di tutti gli esseri terrestri era diminuito.
Poi, nei periodi senza Luna, sopravvissero soltanto esemplari con brusche mutazioni. Gli uomini normali sono stati formati durante l'era Terziaria prima dell’avvicinarsi della nuova Luna, uomini più piccoli, più pesanti, meno intelligenti: i nostri antenati. Ma alcune razze giganti e intelligenti dell'era Secondaria, forse quindici milioni di anni fa, hanno continuato a esistere, e sono questi giganti che hanno civilizzato gli uomini. Tutte le antiche mitologie, dall’Egitto e dalla Grecia alla Scandinavia, dalla Polinesia al Messico, riferiscono unanimi che gli uomini sono stati civilizzati dai giganti e dagli Dei.
L’età d’oro dei giganti bonaccioni e civilizzatori non durò che una sola volta. La Luna terziaria, che i giganti e gli uomini di Tiahuanaco conobbero, finì anch’essa per venire a schiacciarsi sulla Terra. Le acque degli oceani si abbassarono poiché nulla più tratteneva la fascia marina dei tropici. I mari rifluirono senza dubbio fino ai poli, lasciando scoperti solo i più alti massicci montagnosi. La enorme massa d’acqua in movimento distrusse uomini e civiltà un po’ ovunque sulla Terra e, infine, il livello dei mari si stabili presso a poco a quello attuale. Chi sopravvisse? Coloro che si erano rifugiati, o già vivevano isolati, sulle alte montagne, come Platone stesso dice.
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Nelle Ande l’aria era divenuta irrespirabile: poiché, adesso, si era a 4.000 metri sul livello del mare. Una civiltà quasi completamente marittima ormai non era più possibile: il mare era scomparso. I sopravvissuti non poterono fare altro che scendere verso le paludi che il mare, ritirandosi, aveva create: la loro civiltà era perduta e, con essa, la loro terra, le loro navi, i loro arnesi, la maggior parte dei loro sapienti certamente: i sopravvissuti dovettero essere ben pochi. I grandi spostamenti del mare avevano repentinamente distrutto le città: intorno al Titicaca si trovano cantieri che rivelano essere stati abbandonati d’improvviso. Si doveva ricominciare quasi dal nulla. Le antiche mitologie acquistano ora un significato e ci aiutano a capire. Alcune razze di giganti degenerarono ,a tal punto che divennero cannibali e si nutrirono di carne umana. I giganti-orchi si trovano in tutte le tradizioni. Altri giganti rimasero più civili e lottarono contro le barbarie della decadenza. Tutti i popoli ricordano orrende lotte tra giganti e Dei: gli uomini considerarono Dei coloro che li proteggevano. Ercole è uno degli Dei più antichi, sia in Grecia che in Egitto: è il gigante buono che distrugge i giganti cattivi. Giove stesso non può vincere i Titani senza l’aiuto di Ercole. Poi, naturalmente, i giganti s’indebolirono: fisiologicamente, nei periodi di Luna lontana, non potevano più sopportare il loro peso e anche il loro cervello degenerò. E, allora, gli uomini sterminarono i mostri. Davide uccise Golia. L’arma da getto, la fionda, dei piccoli uomini fece scomparire i giganti divenuti più o meno ebeti. Anche Victor Hugo, nei racconti delle fate, si meraviglia: Di vedere orribili, instupiditi giganti Vinti da nani intelligenti e coraggiosi. Così giungiamo all’alba della nostra Storia, quella che comincia circa sei o settemila anni fa. I giganti sono sterminati. Restano narrazioni alle quali a stento si può credere: come Urano e Giove divorarono i loro figli; come gli Ebrei, entrando nella terra promessa, trovarono il letto di ferro di un re gigante alto quattro o cinque metri; come antiche civiltà erano scomparse a causa di cataclismi; e la storia dell’Atlantide non è che un episodio di queste distruzioni.
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La teoria di Hoerbiger ci permette anche di collocare, in quel tempo e in quello spazio del Nord Atlantico, un’altra Atlantide più modesta, che tuttavia ci colpisce in modo particolare. La catastrofe delle Ande può essersi verificata duecentomila anni fa. Dopo questa data la Terra si è trovata senza satellite fino all’avvento della nostra Luna attuale. Questa Luna era un piccolo pianeta che, come tutti i pianeti, girava in una spirale che si restringeva. I piccoli pianeti ruotano in spirale più rapidamente di quelli grandi perché la loro forza d’inerzia è minore: essi portano in sé una carica minore della primitiva potenza esplosiva. Dunque, nella loro spirale che si avvolge più rapidamente, i piccoli pianeti raggiungono quelli grandi. Accade fatalmente che un piccolo pianeta passi troppo vicino a uno grande. Il piccolo pianeta si mette a ruotare attorno all’altro: diventa un satellite. Così la nostra Luna fu captata dalla Terra, forse dodicimila anni fa. Concepiamo che una civiltà si era stabilita in un’epoca compresa fra trentamila e dodicimila anni or sono su altopiani fra il 40° e il 60° grado di latitudine Nord; ed ecco questa civiltà di nuovo distrutta, questa volta per sommersione: le acque del Nord, come racconta Platone, la ricoprono in una sola notte, e più a Nord hanno di nuovo inizio le ere glaciali su terre prive di aria e di acqua. Così si presentano a noi due Atlantide: ambedue possibili; l’una di gran lunga posteriore all’altra e derivata da essa.
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CAPITOLO 6: I MISTERI DELLA LUNA (OLOGRAFICA?) Tratto dal blog di Giuliana Conforto.
Il cielo senza stelle, evidente nelle foto della NASA ha suscitato dubbi sull’autenticità delle Missioni Apollo. Chi è disponibile a una ricerca autentica, può comprendere che il “cielo” non è uno spazio “vuoto” popolato di palle. Allora non è solo la luna in crisi, ma tutta l’astronomia e anche la storia umana. Il “vuoto” è in verità pieno di mondi intelligenti, per chi usa la Forza, cioè ama la verità.
Durante il percorso nessun contatto radio, le foto con incongruenze quali la bandiera americana che sventola all’aria in un mondo senza aria, le ombre effetti di varie fonti luminose e non dell’unica in teoria possibile, il sole. La zona ricoperta dai vari allunaggi piccola e il sospetto dilagante che siano una burla della NASA. Doveva vincere la competizione con l’URSS e distogliere l’attenzione dalla guerra in Vietnam, si dice. Il movente non convince però. Dopo 40 anni, la domanda “sono andati o no sulla luna?”, non ha una risposta. Il mistero continua.
C’è una regia occulta, dicono i sostenitori della terza via: sta nell’offrire tesi opposte, indurre gli uomini a schierarsi con l’una o con l’altra e così scatenare i conflitti. La base della regia occulta è il dualismo, evidente nelle “opposizioni” politiche e nelle azioni che provocano reazioni ecc. L’elenco è lungo, comprende extra-terrestri e crisi finanziaria, si arricchisce ogni giorno di novità, allarmi da un lato e offerte di salvezza dall’altro. La terza via non basta.
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Pur essendo (secondo dottrina) molto più piccola del sole, le dimensioni apparenti della luna sono tali da provocare le eclissi totali di sole. Le sue dimensioni sono anomale; in proporzione ai loro rispettivi pianeti, gli altri satelliti naturali sono tutti molto più piccoli, incapaci di oscurare il sole, se non in minima parte. Perché il disco lunare è grande esattamente quanto quello solare? Non è un caso, ma l’indizio di una “realtà” diversa da quella dipinta dall’astronomia e di un’ingerenza “aliena” meno misteriosa di quanto si creda.
E se la luna, visibile in cielo, fosse non un corpo reale, ma un ologramma, un’immagine del vero satellite, forse molto più piccolo, il luogo extra-terrestre dove si sono recati gli astronauti delle Missioni Apollo?
Platone le chiamava ombre, il termine “ologramma” allora non c’era. Giordano Bruno e altri saggi e poeti parlano di realtà umbratile che oggi chiamiamo “film” o “matrix”. Tutto si spiega se si comprende la natura della materia nucleare che compone il film stesso.
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A favore dell’autenticità delle Missioni Apollo, i 380 chili di rocce lunari, riportate dagli astronauti. Materia quindi, materia tangibile ed esaminata da tutti i laboratori del mondo, materia che ha posto più problemi che soluzioni.
La luna non ha campo magnetico e le rocce “lunari” sono magnetizzate! Dove le hanno prese? Non sulla luna visibile e nemmeno sulla terra; le rocce “lunari”, infatti, contengono elementi radioattivi che a terra non esistono più perché sono decaduti. Il suolo dove hanno raccolto le pietre “lunari” deve essere extra-terrestre, tale da “congelare” il tempo, bloccare il decadimento radioattivo con cui si misura il tempo. Basta penetrare le “pieghe” della “mela” per comprendere che non è un’assurdità.
Composta di densi, supersonici e turbolenti fiumi di plasma, la “mela” che ci avvolge non è trasparente, contiene zone senza campo magnetico, quindi senza tempo e invisibili con i telescopi. In queste zone, individuate anche dalle sonde spaziali, si nascondono astronavi, alieni e satelliti artificiali, “visibili” con i sensi interiori.
Le rocce “lunari” contengono elementi refrattari quali il titanio. La crosta “lunare” è apparsa molto più dura di quanto si ritenesse prima del tentativo degli astronauti di perforarla; è un indizio della natura metallica, artificiale, del nostro satellite “naturale”. Il fatto è inquietante. Lo sbarco sulla “luna” sarebbe la prova di contatti tra gli alieni, usuali abitanti del satellite, il governo USA e alcuni scienziati della NASA, i pochi addetti a definire le traiettorie dei viaggi spaziali, i pochissimi consapevoli che la “mela” è come una gigante sala con schermi al plasma e specchi curvi che possono moltiplicare, distorcere e ampliare gli ologrammi.
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Nelle foto della NASA sulla “luna” il “cielo” è senza stelle.
Allora è un set cinematografico? Si, è possibile, ma è anche possibile che il “cielo” nella “zona” senza campo sia diverso da quello che vediamo da terra: il “cielo” non è uno spazio vuoto, trasparente, in sole 3 dimensioni, come ci fa credere l’astronomia. Il “cielo”, lo spazio che avvolge il sistema solare, è una Big Apple, una sala piena di schermi e di specchi; cambia se la posizione dell’osservatore cambia.
Ma se non c’era campo, come hanno comunicato gli astronauti e la base NASA a Houston? Qualcuno, esperto della natura speculare e cellulare della “mela”, li ha aiutati a stabilire il contatto. Alieni? Forse anche menti “alienate”.
Fantascienza? No, coscienza che osserviamo solo il passato. I segnali possono provenire dal futuro… Qui si apre uno squarcio su una questione che travolge l’astronomia e tutta la storia conosciuta: il TEMPO LINEARE, legato al denaro, al lavoro salariato e all’interesse bancario, la “tirannia” che soggioga scienze e società. Il tempo sta accelerando e la “tirannia” può cadere da un momento all’altro, perché è inventata… La previsione è tipica dell’astrologia, la scienza che studia l’altro lato della fORZA, il campo debole. Tracce di questo lato cruciale per l’evoluzione, si trovano anche nelle Missioni Apollo, per chi le cerca, è ovvio.
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Un tempo, la Terra era senza luna.
Lo affermano Aristotele e Plutarco in Grecia, Apollonio e Ovi­dio a Roma antica, nonché vari altri autori. Le loro tesi coincidono con i simboli trovati nel cortile di una casa a Kalasasaya, vicino alla città di Tiahuanaco, in Bolivia. La luna sarebbe apparsa in cielo tra 11.000 e 13.000 anni fa…
CONCLUSIONE
Anche negli antichi testi vedici (ma sempre posteriori ai Pelasgi), si fa riferimento alla luna come un’energia che cattura la “mente” dell’essere umano. Nei veda la Luna e’ considerata come una via d’uscita rispetto al sole che rappresenta l’entrata in questo nostro “gioco” spazio temporale.
La luna sembra essere qualcosa messa li dopo l’ultimo diluvio come per sorvegliare l’evoluzione dell’essere umano, il suo compito possiamo supporre essere quello di tenere l’essere umano legato, imprigionato, al suo corpo-animale.
Nell’istinto dell’uomo c’e’ come un’avversità nei confronti della luna, credo essa sia direttamente collegata al nostro sistema endocrino, dunque la luna ci imprigiona alla bestia, alla carne; sarà forse per la stessa ragione che le donne sentono maggiormente l’influsso delle fasi lunari, poiche’ posseggono una gran quantità di ormoni.
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Ci sono stati casi in cui uomini presi da uno strano delirio abbiano persino provato a colpire la luna con armi, anche nella cinematografia ci sono stati parecchi richiami all’atto di colpire la luna come per distruggerla, quasi come fosse un qualcosa di negativo che imprigiona l’uomo.
nel famoso cartone-animato Dragon Ball la luna viene distrutta per fars si che Goku non si trasformi piu’ in una bestia senza controllo.
Il resto lo lasciamo all’evolversi delle nostre consapevolezze.


100 names for one single goddess

 Abundantia - Abundance
Acca Larentia - Lady Mother
Achaiva - Spinner
Achlys - Eternal Night, Darkness, Mist
Acidalia - Restlessness
Acidusa - Mother of the Maidens
Acraea - Topmost
Adephagia - Gluttony
Adicia - Injustice
Admete - Untamable
Adrastea - Unyielding
Aedos - Shame, Modesty
Aega - She Who Shines for All,Goat
Aegeria - Giver of Life
Aeginaea - Goat Goddess
Aegophagos - Goat Eater
Aello/Aella - Tempest, Whirlwind
Aellopos - Swift-footed Like a Storm Wind
Aesa - Destiny
Agamede - Healer
Agathe Tyche - Good Fortune
Ageleai - The Forager
Aglaia - Brightness, Splendor
Aglaope - Glorious Face
Agoraea - Protector of the PeopleCretan Snake Goddess
Aidos - Shame
Aithuia - Diver Bird, Water Hen
Akesco - Healer
Akraia - Goddess of the Hilltops
Alala - Battle Cry
Albina - White Goddess
Alcimache - Defender in Battle
Alcippe - Mighty Mare
Alcin - The Strong
Alecto - Vengeance, Never-ending, Unresting One
Alethia - Truth
Alexandra - Helper of Men
Alexida - Healer
Algea - Pain and Sorrow
Alitta - The Goddess
Alphito - White Goddess
Althaea - She Who Makes Grow
Ambologera - Delaying Old Age
Ambulia - Goddess Who Delays Death
Amphiro - Flowing Water
Amphitrite - The Mediterranean Sea
Anagke - Necessity, Fate
Ananke - Necessity, Fate
Andromeda - Chained Lady, Ruler of Men
Anemotis - Subduer of Winds
Anesidora - Sender of Gifts
Angerona - Silence
Anigrides - Healers
Anima Mundi - Soul of the World
Anna Perenna - Giver of Life, Health and Abundance
Anteia - Light
Antheia - Flowering One
Anticleia - Dusk
Antiope - Dawn
Aoide - Singing
Aphaea - Lady of the Beasts
Aphrodite - Foam, Foam-Born
Apostrophia - The Expeller, The Rejecter
Apteros - The Wingless
Arcadian - Chaste Hunter and Goddess of NymphsGreek Coin
Arche - Beginning
Areia - The Warlike
Arete - Virtuous Rule
Ariadne - Very Holy
Aridella - The Very Visible One
Ariste - The Best
Aristobule - The Best Advisor
Artemis - High Source of Water
Artimpasa - Noble Lady
Astraea - Innocence, Perfection, Justice
Astrateia - Invasion Stopper
Atalanta - Impassable One, Balanced
Ate - Discord
Atropos - Inexorable, Inflexible
Atthis - Dawn Goddess
Aura - Goddess of the Morning Wind
Aurora - Dawn, Light
Automatia - Chance
Autonoe - Giver of Inspirations
Auxesia - Increase
Axiokersa - Daughter of Cabiro
Axiopoenos - The Avenger
Azesia - Harvest
Barbata - The Bearded
Baubo - Belly
Befana - Epiphany
Bellona - Battle
Bendis - Moon, To Bind
Bia - Force
Bona Dea - Good Goddess
Boulaia - Upholding the Authority of the Law
Brimo - The Terrifying One
Britomartis - Sweet Virgin
Briseis - Moon
Brizo - Enchantress
Bulia - Goddess of the Council
Caligo - Darkness
Calliope - Epic Poetry, Beautiful Voiced
Callirrhoe - Beautiful Stream
Callisto - Most Beautiful
Calva - The Bald
Carpo - Autumn
Carpophori - Fruit-bearersAphrodite of Rhodes
Carya - Walnut
Caryatis - She of the Walnut Tree
Castitas - Protectress of Olive Trees
Cataclothes - Fate
Celedones - Singers
Ceres - Creation
Ceto - Perils of the Sea
Chalcioecos - Goddess of the Bronze House
Chalinitis - Horse Bridler
Charites - Grace and Beauty
Chera - The Widowed
Chimaera - She-Goat
Chione - Snow Cloud
Chloe - The Blooming, Green One
Chthonia - Subterranean Goddess of the Earth
Circe - She-Falcon, Circle
Cleito - Key, Enclosed
Cleta - Sound, Invoked
Clio - History, I Celebrate, Fame-Giver
Concordia - Harmony
Core - Maiden
Coryphaea - Goddess of the Summits
Coryphasia - Head, Summit
Credulitas - Error
Cteis - Earth
Cunina - Cradle
Curitis - Of the Spear
Curotrophos - Nurse of Youth
Cybele - Great Mother
Cymo - Waves
Cymodoce - Wave-receiving
Cymothoe - Swift Wave
Daeira - The Knowing
Damasippus - Horse-taming
Damatres/ Deae Matres - The Mothers
Danae - Dawn
Dea Caelestis - Heavenly Goddess
Dea Marica - Goddess of the Marshes
Dea Nutrix - Nurturing Mother
Dea Syria - The Syrian Goddess
Deima - Fear
Deino - The Terrifier, Terrible, Dread
Deipara - Mother of God
Delphyne - WombHekate Trivia
Demeter - Earth-Goddess, Mother
Dendritus - Goddess of the Tree, She of the Trees
Despoina - Mistress
Diana - Light, Heavenly, Divine
Dice - Justice
Dido - To Wander
Dictynna - Fish Goddess, Netted One
Dike - Justice
Disciplina - Discipline
Domiduca - Leading Home
Dynamene - Capable
Dysis - Sunset
Dysnomia - Lawlessness
Eileithyia - Childbirth
Eione - Goddess of the Shore
Eirene - Peace
Elasii - Healers
Eleos - Pity, Mercy
Eleuthera - Mother of Greece
Elias - Olive Oil
Elionia - Childbirth
Elpis - Hope
Enhydria - Abundance of Water
Enkrateia - Abstinence
Enyo - The Shaker, Warrior
Eos - Dawn
Epain - The Awesome
Ephesia - The Nourishing Powers of Nature
Epione - Soothing
Epipyrgidia - On the Tower
Epitymbia - Of the Tombs
Epona - Protector of Horses, Divine Horse
Erato - Lovely, Awakener of Desire
Ergane - The Worker
Erigone - Righteousness
Erinyes - Vengeance
Erinys - Fury
Eris - Discord
Ersa - Dew
Eucrante - Successful Venture
Eudaimonia - Benediction
Eudora - Gifts, Good Giver
Eugora - Good Assembler
Eulimene - Good Haven
Eumenides - Kindly Ones
Eunike - Successful Venture
Eunomia - Lawfulness, Legality, Legislation, Order
Euphrosyne - Mirth & Hospitality, Joy & Delight
Euploia - She Who Confers a Good Voyage
Eupompe - Good Voyage
Europa - Wide-Eyed One
Eurybia - Restless Might
Eurydale - Wide Sea
Eurydice - Wide-Judging
Eurynome - Wide-Ruling One
Euryphaessa - Far-shining
Eurysternos - Goddess with the Broad Chest
Euterpe - Lyric Poetry, She Who Gives Plenty of Happiness
Eutychia - Happiness
Evan - Personal ImmortalityGreek Muse
Fama - Fate
Fates - Destiny
Fatum - Unalterable Necessity
Felicitas - Happiness, Good Fortune
Fides - Trust
Fors - She Who Brings
Fortuna - Fortune
Fortuna Muliebris - Women's Fortune
Gaia, Gaea - Earth
Gaeeochos - Holder of the Earth
Galaxaura - Calm Sea
Galene - Mirrorlike
Genetyllis - Protector of Births
Glaucopis - Gleaming Eyes
Glauke - Mirror of the Sea Full of Splendor and Light
Glaukonome - The Dweller in the Green Sea
Glaukopis - Blue Eyes
Gorgopa - Death
Graeae - Old Women, Old Ones, Gray Ones
Halia - The Saltiness of the Sea
Halimede - Sea Goddess of Good Council
Halsodyne - Sea-fed, Sea-born
Harmonia - Harmony, Uniter
Harpies - Snatchers
Hebe - Youth, Puberty
Hecaerge - Hitting at a Distance
Hecate - The From-a-Far Powerful, Distant One, Influence from Afar, By Whose Will
Hegemone - Leader, Ruler, Mastery
Heimarmene - Fate
Helike - Willow
Helen - Fair, Bright One, Spring
Hemera - Day, Light of Day
Hemeresia - The Soothing Goddess
Henioche - Charioteer
Hera - Lady
Hesperides - Westerners
Hestia - Hearth
Heurippe - Finder of HorsesTyche
Hilaeira - The Shining
Himalis - Goddess of Grain
Himeropa - Arousing Face
Hippia - Horse Goddess, Horse-headed
Hippo - Horse
Hippolyta - Stamping Mare
Hipponoe - Unruly as a Mare
Hoppothoe - Swift as a Mare
Horme - Energetic Activity
Hyades - Rainy
Hygeia - Health
Hypercheiria - Goddess with the Protecting Hands
Iambe - Abuse, Indecent Speech
Iaso - Recovery
Ilithyia - Fluid of Generation
Inferna - Underworld
Invidia - Envy
Iodama - Healer
Irene - Peace
Iris - Rainbow, Messenger of Light
Justitia - Justice
Juno - Vital Force
Kakia - Vice
Karpophoros - She Who Bears Fruits
Kidaria - Mask
Kore - Maiden
Kourotrophos - Nourisher of Children
Kratesis - Ruling
Kymatolege - Wave-stiller
Lada - Woman
Laetitia - Unfounded Joy
Laomedeia - Leader of the People
Laosoos - Rouser of Nations
Lara - Mother of the Dead
Lasa - Lady, Goddess
Latona - Woman
Leagore - Assembler of the People
Lethe - Oblivion
Leto - Darkness
Leucosia - White Goddess
Leucothea - Goddess of the Spray of the Sea, Milk White Goddess
Levana - To Lift Up
Libera - Free
Liberalitas - Generosity
Ligeia - Shrill Sounding, Bright-Voiced
Limenia - Protector of the Harbor
Limnaea - Lake-born, Lake-dwelling
Limnatis - Marshes
Litae - Prayers
Locheia - Childbirth
Luceria - Giver of Light
Luna - The Moon that Rules the Months, To Shine
Lyceia - Wolfish
Lysianassa - Royal Deliverer
Lysizona - Girdle Loosener
Lyssa - Canine Madness
Ma - Mother
Machanitis - Deviser, Contriver
Magaera - Envious Anger
Magna Mater - She Who Shines for All, The Great Mother
Maia - Grandmother, Midwife, Wise One
Malophorus - Apple-bearer, Sheep-bearer
Mania - Mother of the Manes, (Grand) Mother of Ghosts
Mater Matuta - Morning Mother
Matres - The Mothers
Mechanitis - Discoverer of Devices
Medusa - Ruler
Melaenis - The Dark One
Melanaegis - Black-Shielded
Melanippe - Black Mare
Melete - Practicing
Meliboea - Sweet-Voiced
Melitodes - Sweet as Honey
Melpomene - The Singing, Songstress
Menestho - Steadfastness
Menippe - Courageous Mare
Mens - Right Moment, MindDiana
Meter - Mother
Methe - Drunkeness
Metis - Prudence, Wisdom, Counsel
Mimallones - Wild Women
Minerva - Mind
Miseria - Poverty, Lament
Mixoparthenos - Half-Maiden
Mnasa - Memory, Remembering
Mneiae - Remembrances
Mneme - Memory
Mnemosyne - Memory
Moira - Strong One
Moerae - Fates
Moirae - Allotters
Morpho - The Fair-Shaped
Mors - Death
Munychia - Moon Goddess
Muta - Deadly Silent One
Nemertes - Truthful, Unerring
Nemesis - Night's Dark Daughter, Dispenser of Dues
Nemetona - Goddess of the Sacred Grove
Nephele - Mist of the Morning Tide, Cloud
Nerio - Valor
Nesaea - The Dweller on Islands
Nicephorus - Bringing Victory
Nike - Victory
Noctiluca - Shines During the Night Season
Nortia - Fortune
Nutrix - She Who Gives Nourishment
Nymphaea - Bridal
Nymphenomene - Seeking a Mate
Nyx - Night
Oculata Lucifera - Healer of Eyes
Odyne - Pain
Oeno - Wine
Oenotropae - Changers into Wine
Oizys - Woe
Omphale - Navel
Ophthalmitis - Patron Goddess of Eyesight
Opora - Autumn
Ops - Plenty
Optiletis - Keen Sight
Orthia - Upright Position
Ossa - Rumor
Otrere - Nimble
Paedotrophus - Nurse of Children
Paeonia - The Healer
Pais - Maiden
Pallas - Great Maiden
Pallor - Fear
Panachaea - Goddess of the Achaians
Panakeia - Cure-all
Pandemos - Common to All the People
Pandia - All Goddess
Pandora - Giver/Gift of All, All-Giver
Pandrosos - All-Bedewing
Panteleia - Perfection
Panthea - The All Goddess
Parca - Childbirth
Parthenope/Parthenos - Virgin
Pasiphae - Shining on All
Pasithea - Brilliance
Pavor - Fear
Pax - Peace
Peisinoe - Seductress
Peitho - Persuasion
Pemphredo - White Foam, Wasp, Alarm
Pepromene - Predestination
Perse - Lightbearer, Destroyer
Petraea - Rocky
Phaedra - Bright One
Phaenna - Brilliant, Light
Pheme - Fame
Philia - Friendship
Philotes - Friendship
Philyra - Linden
Phosphoros - Bringing Light
Phytia - Creator
Pietas - Duty to One's Goddess, State and FamilyGoddess of Cyprus
Pistis - Loyalty and Faith
Pleiades - Sailing Ones, Flock of Doves
Plexaure - Like a Dashing Brook
Ploto - The Swimmer
Plouto - Gifts and Wealth
Polias - Protector of Cities
Poliatas - Keeper of the City
Polyboulos - Exceedingly Wise
Polydroa - Good Fortune
Plymastus - Many-breasted
Polyhymnia - She of the Many Hymns
Polynoe - Richness of Mind and Reason
Pontia - Of the Deep Sea
Pontopereia - The Seafarer
Potnia Theron - Mistress of Animals, Lady of Wild Things
Prodromia - Advance Guard
Promachaorma - Protector of the Bay
Promachus - Front of Battle
Pronaea - Fore-temple
Pronoe/Pronoia - The Provident, Forethought
Posymna - Lofty
Proto - Successful Venture
Protomedeia - First in Leadership
Providentia - Forethought
Prymno - Ship's Stern, Like a Cascade
Psamathe - Sand Goddess
Psyche - Soul, Butterfly
Pudicitia - Modesty
Pugna - Combat and Conflict
Pylaitis - Gate-keeper
Pyronia - Fire Goddess
Pythia - Pythoness
Quies - Rest
Quiritis - Of the Spear
Redux - Fortune Leads Back
Regina - Queen of Heaven
Roma - Rome, Strength, Might
Rumina - Mother's Breast
Salacia - Salt
Salmaone - Lady of the East
Salpinx - Trumpet
Salus - Health, Salvation
Sao - The Rescuer, Safety
Scotia - Dark One
Scylla - Witch of the Shoals, Render
Semele - Subterranean
Senecta - Old Age
Sito - Giver of Food or Grain
Sophrosyne - Safe Mind
Sospita - Saviour
Soteira - Saving Goddess
Spermo - Wheat
Spes - Hope
Sthenias - Strong
Stheno - Strength
Suada - Persuasion
Susuri - Rumor
Tacita - The Silent
Tamfana - Provider of Harvests
Tauro - Bull
Taleia - Complete One, Perfect One
Telephassa - Wide-Shiner
Telesto - Goddess of Initiations
Tellus Mater - Earth Mother
Terpsichore - She Who Enjoys Dance
Tesana - Dawn
Tethys - Grandmother, Nurse
Thalassa - Vast and Lonely Primitive Sea
Thalia - Plentiful, Overflowing, Flowering One
Thallo - SpringThemis
Thalna - Beauty, Spring
Thea - Goddess
Thelchtereia - Enchantress
Themis - Lawful Order
Themisto - Law, Law of the Universe
Theotokos - Mother of God, Bringing Forth God
Theria - Crone
Thesan - Dawn
Thesmephoros - Lawgiver
Thoe - Quick, Nimble
Thyone - Ecstatic Madwoman
Timores - Terror
Tisiphone - Avenger
Tritogeneia - Head, Thrice-born
Trivia - Three Roads
Tuchulcha - Underworld
Tyche - Luck, Chance, Fortune
Urania - Heavenly
Veritas - Truth
Vesta - Torch, Candle
Victoria - Victory
Victrix - The Victorious
Vindemaiatrix - Grape Gatherer
Volupta - Pleasure
Xenia - Presiding Over the Laws of Hospitality and Protecting Strangers
Zelos - Zeal
Zosteria - Girded
Zxgia - Joiner, Yoker

“È giunta l'ultima era dell'oracolo di Cuma, nasce di nuovo il grande ordine dei secoli. Già ritorna la Vergine, ritornano i regni di Saturno, già una nuova stirpe scende dall'alto del cielo”

 Già a partire dagli anni ’90 è possibile rintracciare documenti ufficiali e brevetti depositati che evidenziano la possibilità di creare ologrammi tridimensionali e in movimento per "operazioni psicologiche" a fini militari.

Il primo a parlarne, però, con dovizia di particolari è stato nel 1994 Serge Monast, un giornalista investigativo del Quebec; egli è stato anche poeta, saggista e soprattutto studioso di storia segreta e in particolare delle tematiche legate al Nuovo Ordine Mondiale. Monast è morto ufficialmente di infarto il 5 dicembre 1996, il giorno dopo aver trascorso una notte in prigione. Prima della morte del giornalista anche sua figlia è stata sequestrata e non ha fatto più ritorno a casa; molti hanno messo in relazione i due episodi, interpretandoli come intimidazioni per dissuaderlo dal proseguire le ricerche proprio in merito al Progetto Blue Beam.

L’incipit del suo articolo sull’argomento è fulminante: «L’infame progetto Blue Beam è articolato in quattro tappe intese a instaurare progressivamente la religione New Age presieduta dall’Anticristo. Va ricordato che la religione New Age è il fondamento stesso del nuovo governo mondiale, senza la quale la dittatura del nuovo ordine mondiale sarebbe del tutto impossibile. Ripeto: senza la fede universale nella religione New Age, il successo del nuovo ordine mondiale sarà impossibile! Ecco perché il progetto Blue Beam è così importante per loro ed è finora stato tenuto così ben nascosto».

Le quattro tappe del progetto

Nel suo articolo Monast spiega che il progetto è strutturato su quattro tappe operative con una tempistica ben precisa. La prima tappa consisterebbe nel capovolgimento di tutte le conoscenze archeologiche. L’idea è di provocare terremoti artificiali in determinati punti del pianeta in seguito ai quali verranno inscenate clamorose scoperte fasulle per dimostrare ai popoli l’errore in cui le dottrine religiose fondamentali sono incorse. La seconda tappa riguarderebbe un gigantesco spettacolo spaziale avvalendosi di suoni e ologrammi ottici a tre dimensioni, nonché proiezioni laser di immagini olografiche multiple in vari punti del mondo che si differenzieranno a seconda del credo religioso nazionale dominante. La voce di Dio parlerà in tutte le lingue. Secondo l’autore starebbero già perfezionando un sofisticato computer programmato con i dati relativi all’anatomia del corpo umano e alle proprietà elettriche, chimiche e biologiche del cervello. Tutti questi eventi avrebbero lo scopo di dimostrare al mondo la venuta del nuovo Cristo-Maitreya che instaurerà la nuova religione mondiale. Il cielo sarà utilizzato come un grande schermo cinematografico, mentre molteplici satelliti proietteranno simultaneamente immagini ai quattro angoli del pianeta in tutte le lingue e in tutti i dialetti. In seguito, dopo che saranno state divulgate spiegazioni a proposito dei misteri spirituali, le proiezioni di Gesù, Maometto, Buddha e Krishna si fonderanno in un’unica immagine.

Questo dio unico virtuale, ovvero l’anticristo, cercherà di spiegare che le scritture sacre sono state male interpretate e che le antiche religioni sono responsabili dei conflitti tra le nazioni; cosicché le religioni cederanno il posto al credo della New Age, rappresentata dal dio unico.

Naturalmente, da questa colossale mistificazione scaturiranno disordini religiosi e sociali di ampia portata. Inoltre questo evento avverrà in un’epoca di grande anarchia politica mondiale e di tumulto generale provocato da una catastrofe di portata planetaria.

La terza tappa del progetto Blue Beam sarebbe denominata “comunicazione elettronica a doppio senso”. Il 21 marzo 1983 il quotidiano “Sydney Morning” pubblicò un articolo secondo cui i sovietici avrebbero sviluppato una tecnologia in grado di pervadere la mente umana. A conferma di questo, per esempio, suonano preoccupanti le parole dello psicologo James McConnell: «Siamo in grado di controllare la privazione sensoriale e la manipolazione della punizione/ricompensa per ottenere un controllo quasi assoluto sul comportamento dell’individuo. Dovrebbe essere possibile realizzare un tipo di lavaggio del cervello positivo che ci consenta di operare cambiamenti nel comportamento di una persona a titolo definitivo». Si muove in tale prospettiva anche la creazione dei cosiddetti "Candidati Manciuriani", ossia persone a cui è stato fatto il "lavaggio del cervello" per utilizzarle come potenziali assassini; uno scenario descritto già nel film “The Manchurian candidate” del 2004. Nel dicembre 1980 venne pubblicato un articolo del tenente colonnello John Alexander dove dichiarava: «Molti esempi attestano incredibili progressi in tali aree. Il trasferimento di energia da un organismo all'altro; la capacità di trasmettere o guarire una malattia a distanza e il potere di provocare la morte da lontano in modo che non sia riscontrabile la causa del decesso. È possibile inoltre modificare il comportamento per mezzo di strumenti telepatici che consentono di produrre uno stato ipnotico fino ad una portata di mille chilometri, e questi sono tutti obiettivi già conseguiti. Se riusciremo ad alimentare il pensiero artificiale multigenico mediante satellite, il controllo mentale dell'intero pianeta sarà a portata di mano». Infine la quarta tappa con la massima manifestazione della "soprannaturalità" esplicitata attraverso simulazioni olografiche di invasioni aliene e del fenomeno biblico del rapimento dei cristiani al fine di spingere popolazioni intere al limite dell'isterismo e della follia, con ondate di suicidi, omicidi e disturbi psicologici permanenti. In questo contesto l’arrivo del nuovo messia, incarnato nell’anticristo, sarà invocato e ben accetto.

La tecnologia al servizio della fiction

Per creare questi effetti scenografici saranno utilizzate conoscenze scientifiche di grande importanza rimaste però sottotraccia, come per esempio quelle di Nicola Tesla. Tenendo conto dei suoi studi l’atmosfera potrebbe essere preparata attraverso l’inondazione di scie chimiche rilasciate nel cielo che surriscalderebbero la ionosfera trasformando l’atmosfera stessa in un maxi schermo; le luci inviate invece di attraversarla e di conseguenza disperdersi, si rifletterebbero appunto verso il basso, creando con l’aiuto di proiettori olografici delle immagini molto realistiche. La proiezione sarebbe effettuata direttamente dai satelliti orbitanti, usando come “schermo” uno strato di sodio fluttuante a circa 100 chilometri dalla superficie terrestre. In questo senso rivestirebbe una notevole importanza anche l’operato del progetto H.A.A.R.P., ossia il sofisticato sistema di trasmettitori di onde elettromagnetiche presente in Alaska.

Come spesso accade le metodologie che probabilmente potrebbero essere utilizzate nel progetto Blue Beam sono state già anticipate sul piccolo o sul grande schermo, proprio per abituare il cittadino comune e per testare le reazioni. È il caso, per esempio, della serie di Star Trek; in particolare negli episodi intitolati sinistramente “The God thing” e “Devil’s due” è descritto un ambiente inquinato, dove si susseguono i terremoti e a un certo punto nel cielo appaiono ologrammi della dea Ardra che sfrutta una sofisticata tecnologia per ridurre in schiavitù la popolazione, fingendo alla fine di strapparla alla catastrofe imminente.

In sostanza, dunque, sarà proprio la tecnologia sviluppata tenendo conto delle conoscenze scientifiche mantenute segrete a costituire il mezzo per lo sviluppo e l’attuazione del progetto.

È curioso notare come fasci di colore blu siano stati piazzati e proiettati verso il cielo in corrispondenza dei crateri dove prima del 2001 sorgevano le Torri Gemelle. Nell’iconografia luciferiana i demoni appaiono contornati proprio da un’aura azzurra; ma c’è un’altra caratteristica cromatica di questo colore: ha la capacità di rilassare l’individuo e di normalizzargli la frequenza del battito cardiaco e della pressione. Elementi questi essenziali per attuare, come abbiamo visto, potenzialmente il condizionamento mentale.

L’aspetto religioso

È importante notare come il progetto Blue Beam abbia una sponda significativa in alcuni versetti della Bibbia che assumono in tal senso una valenza profetica non di poco conto; infatti, per esempio in Luca 21:11 si dice: «vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandi dal cielo». In Matteo 24 poi viene specificato ancora meglio: «Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti» e poco dopo «perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti, e faranno grandi segni e prodigi da sedurre, se fosse possibile, anche gli eletti».

 

venerdì 22 ottobre 2021

Korrja E MADHE

 

L’immagine della semina dà un senso preciso all’antica raffigurazione di Osiride dal cui corpo sorgono le spighe di grano. Il grano è il simbolo della luce e la raffigurazione offerta dall’iconografia dell’antico Egitto è, a tale proposito, chiara. Dal corpo di Osiride sorgono spighe di grano, ossia “corpi di luce”. Che il processo di osirificazione sia il passaggio dal corpo terreno mortale a quello energetico celeste è attestato dalla presenza nel piedistallo che regge il corpo del Neter del bastone Uas e dell’Ankh e dell’assenza del Djed. Il bastone Uas è il simbolo del rapporto tra cielo e terra e l’Ankh lo è della vita. Il Djed è simbolo di stabilità ed è relativo all’essere incarnato e, non a caso, è associato alla colonna vertebrale.

Nell’immagine egizia è proposto simbolicamente il grande mistero dei Riti eleusini, derivati da quelli isiaci e osiriaci, come sostiene Paul Foucart.

Diodoro a tal proposito sostiene: “Poiché l’iniziazione di Osiride è la stessa di quella di Dioniso e l’iniziazione di Iside è a tutti gli effetti simile a quella di Demetra, solo i nomi sono cambiati”.

Nelle testimonianze cristiane relative ai Riti Eleusini la spiga, definita da Foucart, “emblèm osirien” e “symbole de la mort d’Osiris”, è, non a caso, il cuore dell’iniziazione.

Diodoro, in proposito scrive: “Al momento della mietitura, innalzando le prime spighe tagliate e tenendone un mazzo, si battevano il petto, invocando Iside”. I mietitori si addoloravano per la morte di Osiride ma si appellavano a Iside.

Hippolito parla di “spiga di frumento mietuta in silenzio”.

Iside  è il Neter che, ritrovato Osiride sepolto in un tronco d’acacia, ne rimane magicamente incinta e dà vita a Horus, ossia ad un corpo di luce. Si ripropone il rapporto che troveremo in quello Arché-Lógos. I riferimenti astronomici vogliono che Iside sia associata a Sirio, Osiride a Orione e Horus all’occhio del Toro, Aldebaran. Horus èun corpo di luce, una stella.

Angelo Tonelli ricostruisce così la parte rituale relativa alla spiga: “Una spiga viene spiccata in silenzio dallo ierofante. E’ un gesto di grande potenza evocativa: un frutto, che è anche un seme, viene mietuto dallo stelo, e dunque la pianta viene uccisa come unità, ma da questa morte scaturirà una pluralità di piante-vite; l’Uno diventa Molti e i Molti sono forme dell’uno. La pianta tagliata è Dioniso che, come Osiride, muore nel fiore della vita, ma che rinascerà. E dunque il dio segreto dell’epoteía è Dioniso: morte e vita unite insieme in un solo gesto. Dioniso è l’Uno che si fa Molti, e vive-muore in ognuno dei Molti che da esso scaturiscono: ritroviamo tutto questo nel Dioniso orfico che guarda nello specchio e vede il mondo”.

Come appare in vari miti (ad esempio il mito di Ceridwen), il grano è simbolo del sole, cosicché il ciclo dionisiaco è anche il ciclo della morte e rinascita, esattamente come il ciclo eleusino.

Nei Grandi Misteri Carolina Lanzani ipotizza che con la Muesis i Miystes fossero consacrati a Demetra e che con l’Epopteia, gli Epopti fossero consacrati a Dioniso.

La spiga mietuta in silenzio, viene mostrata agli Epopti come il grande, il mirabile, il più perfetto mistero. La spiga è emblema di Osiride, dal cui corpo germinano le spighe e, mietuta e separate dallo stelo, è simbolo del principio vitale, così come la psŷchè olcsos, associata alla testa.

La spiga, che contiene il grano, come corrispondente vegetale della testa-psŷchè olcsos, è anche Demetra, madre del grano, la quale era infatti adorata come testa. 

Il culto della testa assume pertanto un connotato iniziatico importante, essendo la testa come la spiga, ossia come Demetra, il ricettacolo del seme, l’essenza dell’uomo, che è destinata a rinascere.

Secondo Hippolito (cristiano): “La divina Brimo ha partorito Brimos, l’infante divino”.

La spiga in greco è Στάχυ amento (inflorescenza a grappolo), orecchio, pannocchia, spiga, mentre Στάχυς è Spica, nella costellazione della Vergine. Il pane è  σῖτος .

La spiga mietuta è il simbolo del corpo di luce, la sede del seme, che rimesso nella terra porterà alla nascita di un nuovo corpo terrestre, il quale conterrà l’essenza luminosa dalla quale è generato.

“Abbiamo stabilito – scrive Paul Foucart – che Dioniso è il maestro dell’epopteia. E’ pertanto naturale che le sofferenze del dio e la sua resurrezione siano il tema fondamentale delle scene alle quali assistevano gli iniziati di secondo grado”.

Acquista, in questo contesto, un senso preciso l’affermazione che il corpo del divino (per i cristiani il corpo di Cristo), rappresentato dalla farina del grano impastata con l’acqua,  sia il pane degli uomini, ossia il nutrimento che ricorda il loro fondamento luminoso.

Anche la bevanda sacra dei Riti Eleusini ci porta allo stesso significato: “Ho digiunato, ho bevuto il ciceone, ho preso dalla cesta, dopo aver compiuto le azioni rituali ho riposto nel canestro, e dal canestro nella cesta” (Clemente Alessandrino, Protr. XXI 2). Il ciceone è farina finissima di frumento mescolata in acqua e aggiunta di foglie di menta.

La spiga è sicuramente un emblema osiriaco. “Tra le religioni antiche che conosciamo, quella di Osiride è la sola dove la spiga di frumento pare avere un valore religioso”. 

Nella 12^ ora la barca di Osiride, di scorta a quella di Ra, è condotta dagli dèi pacifici che tengono una spiga in mano e hanno la testa ornata da due belle spighe. I loro nomi sono significativi: il Germe, Basti; il Grano, Uapri; la Primizia della mietitura poi “ gli dèi dalle braccia che brillano, poiché tengono la loro spiga”; l’Oblatore; Nipan. “Tutti questi esseri divini, per salutare Osiride, inalberano la spiga di grano come l’insegna del loro sovrano”. “Osiride essendo arrivato a personificare la resurrezione, lo si compara a tutto ciò che nella natura sembra morire per rinascere e, al contrario, tutto ciò che rinasce dopo una morte apparente, fu tenuto per una delle forme o dei valori mistici di Osiride”.

Lo smembramento della spiga e la frantumazione del grano, al fine di impastarlo con l’acqua e con il lievito, per dare  forma al pane, che sarà cotto nel forno è connesso con la dispersione del seme maschile (la spiga come pene) nell’utero, dove con il liquido amniotico e con il calore del corpo materno, lievita il feto che si trasformerà nell’uomo-pane. 

“Di conseguenza – scrive Ananda Coomaraswamy – lo scopo finale del Sacrificio non è solo di continuare l’operazione creatrice iniziata «una volta» dalla decapitazione, ma anche di «capo volgerla» con la ricostituzione totale della divinità divisa e con ciò del sacrificante stesso, identificato con la divinità e con il Sacrificio. Abbiamo già visto che con il Sacrificio Prajâpati ritrova la sua integrità, ma soprattutto che non è unilaterale, poiché la divinità dev’essere guarita da coloro stessi che l’avevano divisa”. 

Nei Riti  Eleusini ha inoltre enorme importanza la cesta, in quanto è in essa che sono presi e deposti i simboli sacri dell’iniziazione.

La cista, calathos è un cesto di vimini intrecciati, di forma cilindrica con un coperchio piatto o bombato, è una delle acconciature (il copricapo) di Demetra ed è considerato il granaio.

Nell’inno a lei dedicato, Demetra è definita la “bionda” dalle “belle chiome” e “dalle magnifiche messi”, il ché fa pensare ad una chioma di spighe di grano.

Cesto, cesta in egizio antico è mndjm.

Nella cesta troviamo i simboli della vita corporale (a sinistra) e animica (a destra).

Con questi simboli torniamo al significato profondo e ormai chiaro della figura che vede, sotto il corpo di Osiride, solo gli Uas e gli Ankh.

L’osirificazione è la ricostruzione, la ricomposizione, la ricostituzione del corpo di luce conseguente alla morte del corpo terreno.

Le iera anactora (gli oggetti sacri del rito) erano custodite nell’Anocroton detto anche Magaron, la cui apertura produceva una grande luce più splendente della luce del sole.

La questione del corpo di luce e del suo rapporto con il corpo mortale è simbolicamente presente nell’intreccio tra la nascita di Gesù e la sua morte.

La data del 25 dicembre è la simbolica data della nascita di Gesù, il Cristo, ossia l’unto.

Cristo, dal greco Χριστός, Christós, è la traduzione greca del termine ebraico mašíakh (מָשִׁיחַ, «unto»), dal quale proviene l’italiano messia. Il significato di questo titolo onorifico deriva dal fatto che nell’antico Medio oriente re, sacerdoti e profeti venivano solitamente scelti e consacrati tramite l’unzione con oli aromatici.

Nel Vangelo gnostico di Filippo è scritto: “Ma l’albero della vita è in mezzo al giardino. Tuttavia è dall’ulivo che si estrae il crisma, per mezzo del quale si ha la resurrezione”. Crisma deriva dal greco chrio, ungo, ed è pertanto l’olio dell’unzione.

“L’unzione – afferma il Vangelo di Filippo – è superiore al battesimo. E’ dall’unzione, infatti, che noi siamo stati chiamati «cristiani», e non dal battesimo. Anche il Cristo fu chiamato (così) a motivo dell’unzione: il Padre unse il Figlio, il Figlio unse gli apostoli, e gli apostoli unsero noi. Colui che è stato unto possiede il tutto: possiede la resurrezione, la luce, la croce, lo Spirito Santo. Il Padre gli ha dato questo nella camera nuziale”.

Non è solo un fatto narrativo di cronaca l’arresto di Gesù il Cristo nell’orto degli ulivi , l’uliveto di Getzemani, nome il cui significato in aramaico è frantoio.

Se guardiamo non alla cronaca, ma ai simboli, l’albero della vita, ossia il Lógos, è piantato in mezzo ad un uliveto, ossia è un ulivo dal quale si estrae il crisma, e non a caso l’uliveto si chiama “frantoio”. E, come afferma il Vangelo di Filippo:“Colui che è stato unto possiede il tutto: possiede la resurrezione, la luce, la croce, lo Spirito Santo”, ossia, chi è stato unto dal crisma del Lógos, simbolizzato dall’olio dell’ulivo, è luce, ossia corpo di luce; è croce, ossia è crocifisso nello spazio tempo (incarnazione) ed è spiritus, ossia azione del Principio, che il vangelo chiama Padre.

Il gallo che canta tre volte è il simbolo della luce che annuncia la resurrezione, perché la fonte del crisma è anche la fonte della resurrezione.

Nel Prologo del Vangelo di Giovanni, che contiene la chiave di comprensione della manifestazione e della Sapienza divina, è scritto:

“In Arché era il Lógos,

e il Lógos era presso il Dio [theón]

e il Dio [theós] era il Lógos.

Egli [il Lógos] era in Arché presso il Dio [theón]:

tutto è stato fatto per mezzo di lui [il Lógos],

e senza di lui [il Lógos] neppure una delle cose create è stata fatta.

In lui [il Lógos] era la vita [zoè, vita naturale universale]

e la vita [zoé] era la luce degli uomini;

la luce splende fra le tenebre,

ma le tenebre non l’hanno ricevuta”.

Theós deriva, secondo alcuni autori, dai verbi theeîn, correre e theâsthai, vedere, da cui deriva il sostantivo theós, malamente tradotto con Dio e meglio con “colui che corre verso l’evidenza”: il Demiurgo, ossia l’azione dell’Arché.

La mezza notte è l’ora del sole corego, di quel Cristo che è sole e sta in mezzo agli astri e li dirige, ossia è la Luce nel grande Oceano primordiale, quel mare in amore, quel nero luminoso che è simbolicamente rappresentato dal firmamento; è l’ora di Osiride, colui che dimora in Occidente e risorge in Oriente; è il corpo mortale dal quale rinasce il corpo terreno che dà vita al corpo di luce, rappresentato dalla spiga che contiene il grano d’oro (oro, aur, luce); è l’ora di Demetra, la bionda spiga di grano, il granaio, che donerà nei Riti Eleusini, all’epopta, la luce dell’oro del grano e la bevanda di farina impastata con l’acqua, ossia la bevanda di luce che si incarna. La mezza notte è l’ora del mistero, non è un’ora, e proprio perché è un simbolo non può essere spostata per decreto ministeriale.

L’ultima cena di Leonardo è, simbolicamente, significativa, con linee che evocano il simbolo di Maria Vergine che ci riporta all’Archè che contiene il Lógos, come è detto nel Vangelo di Giovanni, secondo la tradizione giovannea. Il simbolo ci riporta anche alla Vesica piscis e alla geometria sacra che ci narra, in forma geometrica, il mistero della vita.

La notte del 25 dicembre è strettamente legata alla notte della Pasqua di resurrezione, che ha un doppio significato simbolico: è la data della resurrezione, ossia del ritorno alla luce, con un corpo di luce, ed è la data del concepimento, ossia dell’incarnazione della luce in un corpo mortale. Concepimento e crocifissione si sovrappongono come simboli dell’entrata nello spazio tempo della luce divina. Non solo. Le due date si intrecciano con quelle del concepimento e della nascita di Giovanni Battista, l’alter ego del Cristo, colui che battezza con l’acqua, ossia con la parte terrena e che annuncia colui che battezza con il fuoco, il Cristo, l’unto, così che è l’unzione, anche l’estrema unzione, il battesimo del fuoco, ossia il tocco della luce che risveglia la scintilla divina che è in ogni mortale e il corpo di luce: il lapis exilis della tradizione.

Apocalisse: un percorso iniziatico per riconoscerci come esseri di luce.

Nell’Apocalisse di Giovanni, in un linguaggio criptico, si nasconde un percorso iniziatico osiriaco, la cui decodificazione ci può orientare nella interpretazione della concezione cristiana relativa al corpo di luce.

In questo possibile ambito interpretativo i passaggi nelle sette chiese si presentano come sette tappe del percorso del defunto (o dell’iniziato) nella Duat.

Ad ogni chiesa, o tappa, c’è un premio per il vincitore.

Prima tappa: “Al vincitore darò da mangiare dell’albero della vita”.

L’albero della vita è collegato al Djed, la colonna vertebrale di Osiride, e alla cerimonia del raddrizzamento, che equivale alla resurrezione. Il Djed esprime il concetto di stabilità. L’albero corrispondente è la palma, o meglio, l’albero Ima, il dattero maschio, Albero Sacro, il cui femminile Imait era il soprannome della dea Athor. Nel Libro dei Morti le allusioni all’Albero sono frequenti e riguardano il sicomoro, la palma da dattero e il ficus religiosa. 4

Seconda tappa: “Il vincitore non sarà colpito da seconda morte”. La incapacità a ricostruire il corpo di luce crea le condizioni per la seconda morte, ossia la morte del corpo di luce, dopo la morte del corpo fisico.  Con il corpo di luce il defunto non subirà la seconda morte.

Terza tappa: “Al vincitore darò la manna nascosta e la pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all’infuori di chi la riceve”. E’ qui evidente il riferimento all’egizio Akh Akhu, il corpo di luce, primo involucro dello spirito divino che si incarna; elemento trasfigurante: nella ritualità è l’essere santificato e rinato nella sfera del sacro. Il sogno ad occhi aperti del defunto o dell’iniziato è divenuto realtà; è divenuto una stella, un essere risplendente. Il corpo di luce è il corpo che ha raggiunto un alto grado di conoscenza, potere e gloria per cui diviene eterno. Il nome nuovo è il Ren: la definizione completa dell’essere umano, comprensiva del nome segreto Ren Sheta: il nome occulto che mantiene in vita e conferma la vita. Nel nome occulto nell’antico Egitto si riteneva fosse racchiusa l’essenza della cosa nominata. 

Quarta tappa: “Darò al lui la stella del mattino. Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle Chiese”. Il defunto o l’iniziato riceve la stella a cinque punte, simbolo di Venere, Sirio, la Grande Dea Madre Cosmica Iside.

Quinta tappa: “Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita….”. Il defunto, o iniziato, è riconosciuto, vestito con la veste di bianco lino, come avveniva nei riti Isiaci e Osiriaci ed entra a far parte del nucleo degli iniziati. Il vestito bianco è il simbolo del corpo di luce.

Sesta tappa: “Il vincitore lo porrò come una colonna nel tempio…”. Il defunto o l’iniziato è riconosciuto come sacerdote, colonna del tempio, essere sacralizzato.

Settima tappa: “Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono…”. Il defunto o l’iniziato è ora un Osiride giustificato.

Inizia a questo punto, nella narrazione di Giovanni, la parte relativa ai sette sigilli che chiudono un libro. I primi quattro sigilli, che l’iniziato può rompere, in quanto Agnus Dei, che tradotto in egizio si potrebbe dire Agnello dell’Ariete, ossia di Amon, consentono di rivelare la funzione di quattro cavalieri che sono su quattro cavalli i cui colori sono quelli della Dea (bianco, rosso, nero e verde/blu). Il quinto sigillo rivela la funzione della testimonianza. Il sesto sigillo rivela che nessun potente della terra è potente come il Divino e mantiene la sua fragilità se non ha seguito la via iniziatica.

Chi invece ha seguito fino in fondo la via dell’iniziazione o quella del defunto nella Duat non deve più temere.

Siamo angeli in un corpo terrestre

Dopo la parte riguardante i sette sigilli, Giovanni riprendela narrazione criptata, parla di una prima resurrezione (20, 5) e scrive che coloro che prendono parte alla prima resurrezione saranno beati e santi, in quanto su di loro non ha potere la seconda morte. E’ il concetto che è già stato esposto relativo alla costruzione del corpo di luce Akhu.

Ed è a questo punto che Giovanni introduce la descrizione della Gerusalemme celeste: un cubo luminoso, con pietre preziose, oro e perle che abbiamo descritto supra.

A questo punto nasce una questione assai interessante. L’angelo che guida Giovanni non misura solamente con la sua canna d’oro la dimensione della città, ma anche quella dell’altezza del muro che la cinge.

Il testo greco recita:

Le traduzioni presentano due scenari completamente diversi.

Nella Bibbia della Cei-Ueci si legge: “Ne misurò anche le mura: sono alte centoquarataquattro braccia, secondo la misura in uso tra gli uomini adoperata dall’angelo”

Altre traduzioni affermano: “Ne misurò anche il muro, ed era di centoquarantaquattro cubiti, a misura d’uomo, cioè d’angelo”. 

Nella Bibbia di Re Giacomo si legge: “And he measured the wall thereof, an hundred [and] forty [and] four cubits, [according to] the measure of a man, that is, of the angel”. (“Ed egli misurò la parete di lui, cento e quaranta e quattro cubiti, secondo la misura di un uomo, cioè dell’angelo”).

Nella versione della Cei, l’angelo semplicemente utilizza le misure dell’uomo.

Nella altre versioni le due misure sembrerebbero coincidere, così come l’angelo e l’uomo.

L’uomo, pertanto, è un angelo racchiuso in un corpo materiale, ossia nel cubo della bestia, il cubo della corporeità, quello che è 6x6x6, mentre l’uomo angelo misura con una canna d’oro (ossia di luce) il cubo celeste, che è 12x12x12.

La possibile coincidenza dell’essere umano con l’essere angelico è avvalorata anche quando Giovanni vuole inchinarsi ad adorare l’angelo e questi gli dice di essere come lui, servo di Dio.

La coincidenza di essere umano e di angelo è proclamata in tutta la narrazione riguardante le sette chiese (i candelabri), a capo delle quali ci sono sette angeli (stelle). Qui la mente corre alle laminette orfiche: “Sono figlio della terra e del cielo stellato”.

Gli angeli umani che sono a capo delle sette chiese, ossia che sono custodi delle loro fiamme (i candelabri) sono sottoposti a prove e ricevono consigli.

1 – Ricordati da dove sei venuto, ossia ricordati della tua origine divina, che è la tua vera essenza. Ri-conosciti. Ri-accordati. Qui la concordanza dell’iniziatico invito a conoscere e stessi è evidente e fondamentale per ogni approccio alla via iniziatica.

2 – Sii fedele fino alla morte. Quando ti sei conosciuto e hai ri-conosciuto la tua essenza divina sii fedele a te stesso fino alla morte, in quanto ormai sai che la morte corporale non è la fine.

3 – Non concedere spazio ai vizi intorno a te. Una volta che sai chi sei procedi diritto per la tua strada, non lasciarti indurre a deviare e non concedere ad altri di deviarti. 

4 – Non dare spazio ai falsi profeti. Una volta che hai compreso di essere un angelo in un corpo umano e che la via da seguire è quella del riaccordo con la tua essenza divina, non lasciarti deviare da false teorie e dal falsi profeti, che, come tali, vanno falsificati.

5 – Ti credi vivo e invece sei morto. Svegliati e rinvigorisci ciò che rimane. Qui il consiglio è esplicito e rivolto all’indugiare nel considerare la vita corporea come l’unica e nel non credere fino in fondo alla propria essenza divina. L’imperativo è svegliarsi e guardare in faccia alla realtà della propria essenza divina.

6 – Sei debole, ma hai osservato la mia parola. Questa è forse la parte più interessante dal punto di vista del rapporto tra la dimensione umana e la dimensione angelica. Per quanto l’essere umano abbia aperto la porta verso la propria dimensione angelica, ossia verso il Divino, la sua debolezza può richiudere il passaggio, ma a questo punto interviene quello che potremmo definire il daimon concertum, lo scambio, l’unione di intenti, l’accordo tra la mente umana e lo Spiritus, ossia l’ispirazione, (l’awen dei Druidi e i mercuri di Giordano Bruno). Quando la mente vacilla, l’ascolto diventa essenziale per ricevere l’input che ravviva la comunicazione.

7 – Sei tiepido, né caldo, né freddo. Dici che sei ricco e non hai bisogno di nulla, ma sei infelice e cieco. “Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e recuperare la vista”. Il consiglio è di animarsi d’ardore (Eros, il daimon dell’amore), perché l’accontentarsi dei beni terreni, della pace terrena, anche delle buone azioni terrene non è sufficiente. E’ necessario l’ardore, lo slancio vitale, il fuoco dello Spirito. Solo così ci si veste del corpo di luce e si recupera la vista. La serena medietas, l’aurea mediocritas, non appartengono all’iniziato, che deve bruciare d’ardore, sentire il fuoco interiore dello Spirito. E’ questo ardore che alimenta il bianco vestito, il corpo di luce, l’Akhu; che lo consolida e lo stabilizza. Solo così l’iniziato potrà diventare un Osiride giustificato o, come scrive Giovanni, in termini giudaico cristiani, potrà sedersi sul trono accanto a Dio.

La coincidenza dell’essere umano e dell’essere angelico (stati molteplici dell’essere), sia pure operanti su due piani diversi della realtà, avvalora quanto affermato in relazione alla seconda morte. Chi conosce la propria dimensione angelica vede perire il proprio corpo materiale, ma non il proprio corpo di luce. Ha costruito la propria eternità.

E’ la conoscenza che salva. E la via iniziatica massonica è (deve essere) via di conoscenza. Non altro. Perché “l’altro” è inganno contro iniziatico, indotto dalla hýbris.