domenica 18 luglio 2021

I poeti Vilson Blloshmi e Genc Leka - di Brunilda Ternova

 Sono trascorsi 44 anni dall'esecuzione dei poeti Vilson Blloshmi e Genc Leka.
Ogni 17 luglio ricorre l'anniversario dell'esecuzione dei poeti albanesi Vilson Blloshmi e Genc Leka, la cui vita è stata terminata da un regime barbarico nell’anno 1977. Il processo politico contro i due poeti è stato l’ennesimo esempio di come una società malata dall’indottrinamento e una struttura state criminale uccide i migliori esponenti del suo stesso popolo.  
Vilson Blloshmi era un poeta, interprete ed insegnante, nato il 18 marzo 1948, nel villaggio di Bërzeshtë della regione di Librazhdit. Termino le medie nel villaggio di nascita mentre le superiori alla Normale Pedagogica di Elbasan nel 1966 dove studiò per diventare insegnante. Nonostante le numerose richieste fatte alla Direzione Educativa di Librazhdit, non gli fu permesso di lavorare come insegnante e fu costretto dal regime a lavorare nell’azienda statale dello sfruttamento dei boschi a Stravaj. Dopo aver eseguito il servizio militare nel 1970 lo mandarono a lavorare in cooperativa come bracciante. Fu arrestato il 5 agosto 1976 a Librazhd e immediatamente inviato negli uffici investigativi del ministero degli interni a Tirana. Dopo un anno di torture negli uffici investigativi del Ministero degli Interni  di Tirana e di Librazhd, il 6 giugno 1977, fu portato dinanzi  alla Corte Popolare di Librazhd "accusato del crimine dell'agitazione e della propaganda contro il potere popolare” - cioè contro la nomenclatura comunista poiché il popolo non era minimamente a conoscenza di quello che gli stessero facendo.  Una settimana dopo, il 13 giugno, la Corte lo giudicò colpevole e, insieme a Genc Leka furono condannati “con la morte, con la confisca della ricchezza e la perdita di diritto elettorale per 5 anni”. Il decreto fu lasciato in vigore sia dall'Alta Corte che dal Presidio dell'Assemblea Popolare e il 17 luglio 1977, è stato attuato l'ordine del ministro degli interni per l’esecuzione.
Genc Leka naque a Bërzeshtë il 23 marzo 1941 sempre nella regione di Librazhd. Suo padre fuggito fuori dalla patria fu dichiarato “un traditore e nemico del popolo” quando Genc aveva solo nove anni mentre la madre fu internata. Crescendo come orfano anche se con i genitori ancora in vita continuo i studi superiori pedagogici ad Elbasan mentre gli studi universitari gli furono negati poiché il regime comunista impediva ogni forma di istruzione ai perseguitati politici e ai loro famigliari non solo del cerchio stretto ma anche ai cugini di primo e secondo grado.  A prescindere dal fatto che fu escluso dai studi universitari insieme con sua moglie e sua sorella, continuo a coltivare in modo indipendente il suo talento letterario scrivendo poesie, raccogliendo materiale linguistico, facendo ricerche e studi etnografici, mentre continuava a lavorare come agricoltore bracciante tra molte difficoltà.
Entrambi i poeti sono stati uccisi sotto una falsa e inventata accusa, quella di sabotaggio dell'economia agricola del villaggio in cui vivevano e lavoravano senza libertà. L'accusa di sabotaggio è stata inventata e forgiata presso la sede del Partito del Lavoro di Librazhd ed è poi fu dato per l’attuazione alla Corte di Librazhd. I comunisti, tutti i loro fallimenti consecutivi dell'economia del Paese, glielo hanno attribuito al pubblico come sabotaggio dei nemici fantasmagorici interni ed esterni. Per i comunisti i nemici sabotarono  i lavori nella palude di Maliq, sabotarono i lavori nell'estrazione petrolifera,  sabotarono i lavori nell’agricoltura, nell'esercito, nella cultura, ecc. Ovunque c’erano solo "nemici" senza mai accettare il fatto che il fallimento  era la nomenclatura stessa e la sua incapacità a gestire i lavoro di uno Stato e di un Paese ricco in risorse naturali e umane straordinarie.
Nel caso di due poeti, l’apparato investigativo del regime sotto le disumane torture ha costretto gli arrestati ad accettare un crimine che non avevano mai commesso: che erano dei "sabotatori, che erano un gruppo di sabotatori per indebolire il lavoro agricolo del villaggio di Bërzeshtë”.  Entrambi i poeti furono uccisi.
La scheda della Persecuzione di Vilon Blloshmi (18.3.1948-17.7.1977):
-15.2.1975 in PP, in elaborazione preventiva
-11.8.1975 nel controllo operativo 2b
-10.5.1976 in elaborazione attiva 2a
-5.8.1976 arrestato
La scheda della Persecuzione di Genc Leka (15.8.1941-17.7.1977):
-16.3.1959 in PP in elaborazione preventiva
-13.4.1960 in controllo operativo 2b
-16.12.1969 in lavorazione attiva 2a
-10.7.1972 nel controllo operativo 2b
-15.7.1976 in lavorazione attiva 2a
-31.8.1976 arrestato
Nel caso dei poeti Genc Leka e Vilson Blloshmi, si esibisce tutta la bruttezza di quel regime e delle sanguinose mani di una nomenclatura che uccide i suoi cittadini poiché i comunisti erano in aperta ostilità con tutti gli intellettuali senza fare un confronto sano e senza fare distinzione, erano ostili ai scrittori e ai poeti, erano astiosi verso i scienziati e verso i ricercatori. Tutto ciò che seminava e portava il sapere e la conoscenza era per i comunisti strumenti pericolosi poiché il sapere apriva le menti e portava la luce della coscienza nel popolo e come risultato comportava la morte della nomenclatura comunista e del loro potere violento.
( di Brunilda Ternova)

 


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